Home 2018-03-19T10:03:35+00:00

Da emergenza a sistema

La normativa europea 2000/60/CE, Direttiva Quadro Acque, ha introdotto importanti obiettivi sotto il profilo della conservazione degli ecosistemi acquatici e dell’utilizzo idrico sostenibile.
Ha disposto in particolare che in ciascun distretto idrografico venga approvato, a cura dell’Autorità di Distretto, un programma di misure che tenga conto delle analisi effettuate e degli obiettivi ambientali fissati dalla Direttiva, con lo scopo di raggiungere e mantenere lo “stato buono” di tutte le acque entro il 2021.
Una delle misure fondamentali è l’applicazione del Deflusso Ecologico (DE) in ogni corso d’acqua naturale: il volume d’acqua necessario a garantire la prosperità dell’ambiente acquatico e a fornire i servizi collegati all’utilizzo delle acque. Il DE è stato stabilito dal Ministero, applicando una normativa UE. Il metodo per la formulazione del valore è stato definito nel dicembre 2017 dall’Autorità di Distretto Alpi Orientali.
Per la nostra realtà, l’introduzione del DE nel bacino del fiume Piave potrà ridurre la disponibilità di prelievo delle acque dal fiume e mette a rischio un delicato equilibrio tra risorsa disponibile, usi irrigui e industriali, rispetto dell’ambiente, raggiunto dopo secoli di storia.
Se la modifica fosse introdotta con immediatezza, numerosi sarebbero gli impatti sulla vita del territorio interessato: minor disponibilità d’acqua, decadimento del paesaggio, peggior qualità della vita.

sistema piave

Si tratta di trovare un nuovo equilibrio, perché il fiume è importante, così come il territorio che la sua acqua ha contribuito a trasformare.
Per farlo abbiamo 4 anni di tempo, dal 2018 al 2021, periodo che la norma ci dà per sperimentare la soluzione migliore. Il Consorzio vuole provare a farlo, con l’aiuto e la collaborazione di tutti gli attori che ne sono coinvolti.
Il Consorzio Piave fin dal novembre 2017 ha proposto attraverso una specifica delibera il passaggio da emergenza a sistema, identificando una serie di interventi diretti a ridurre i prelievi e garantire il fabbisogno idrico.
Il primo passo è raccogliere dati concreti e scientifici, simulando gli impatti territoriali attraverso un’attenta fase di sperimentazione dell’applicazione del DE nel sistema Piave-Sile. Tra le iniziative si evidenzia la necessità di investimenti per la riqualificazione degli impianti di irrigazione oltre che modifiche normative, per consentire il recupero delle cave dismesse quali bacini di invaso.
Regione Veneto, Provincia di Treviso e 60 Comuni hanno già aderito alle proposte del Consorzio, oltre a enti e istituzioni territoriali, tra cui l’ente Parco Sile.
Da oggi il percorso di informazione e condivisione territoriale si amplia, coinvolgendo non solo enti e istituzioni ma cittadini e imprese.  Attraverso ConsorzioPiaveLAB si apre uno spazio di collaborazione reale e virtuale dedicato alla definizione di un nuovo equilibrio del sistema idraulico, che tenga conto dell’introduzione del DE e individui soluzioni concrete per garantire l’ambiente e i servizi collegati all’utilizzo delle acque, in accordo con gli attori territoriali.

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